Test 2025: modalità di svolgimento e regolamenti

Hai lasciato alle spalle il test secco di settembre.

Adesso c’è il Semestre Filtro: corsi veri, lezioni vere, esami veri. Non una selezione a sorpresa concentrata in una mattina, ma un percorso universitario a tutti gli effetti.

Capire come funziona davvero fa la differenza tra subirlo e giocarselo bene.

Non è un esame: sono tre esami nazionali

Durante il Semestre Filtro tutti gli studenti di Medicina seguono gli stessi tre corsi fondamentali: Fisica, Chimica e propedeutica biochimica, Biologia.
Al termine delle lezioni non c’è alcuna autonomia del singolo ateneo: le prove sono nazionali, identiche in tutta Italia. Stesso giorno, stessa ora, stesso formato, stessa difficoltà.

Il voto che ottieni in ciascuna materia è ciò che determina se entrerai o meno nella graduatoria nazionale.

31 quesiti in 45 minuti: il vero collo di bottiglia

Ogni prova è strutturata in modo chiaro, ma tutt’altro che banale:
15 domande a risposta multipla con cinque opzioni e 16 domande a completamento, in cui devi inserire il termine corretto.
Il tempo è sempre lo stesso: 45 minuti.

Sulla carta può sembrare gestibile. In pratica è uno sprint mentale continuo. Lettura veloce, decisioni rapide, nessuna esitazione. Qui non vince chi “sa tutto”, ma chi sa gestire tempo, pressione e lucidità.

Prove nazionali, ritmo serrato

Gli esami non sono organizzati localmente, ma sincronizzati a livello nazionale.
La giornata tipo è intensa: apertura della prova, 45 minuti netti, consegna obbligatoria. Poi una pausa di circa un quarto d’ora e si riparte con la materia successiva.

In poche ore affronti Fisica, Chimica e Biologia. La fatica mentale si accumula, ed è un fattore da mettere seriamente in conto.

Un sistema di punteggio semplice, ma punitivo

La valutazione è lineare e senza sconti:
risposta corretta +1, risposta non data 0, risposta sbagliata –0,10.

Ogni errore pesa. Rispondere a caso può costarti caro. Il punteggio grezzo viene poi convertito in trentesimi, con possibilità di lode solo oltre soglie molto elevate.

Il vincolo che molti sottovalutano

Per entrare in graduatoria non basta fare una buona media complessiva.
Devi ottenere almeno 18/30 in ciascuna delle tre materie.

Una sola prova sotto soglia ti esclude, anche se nelle altre hai fatto benissimo. Ogni esame conta in modo indipendente.

Gli appelli: una seconda possibilità, non una scorciatoia

Sono previsti due appelli nazionali. Nel 2025, indicativamente, il primo a fine novembre e il secondo a inizio dicembre.
Se non superi un esame o vuoi migliorare il risultato, puoi ripresentarti. Puoi rifare uno, due o tutti e tre gli esami: la strategia la decidi tu.

Cosa aspettarti il giorno dell’esame

Documento valido obbligatorio. Orari rigidissimi. Cellulari, smartwatch e appunti completamente esclusi.
Le prove sono anonime fino alla correzione e allo scadere dei 45 minuti la consegna è forzata, qualunque cosa tu stia facendo.

Il clima è quello di una vera sessione universitaria, non di un test di orientamento.

Perché è davvero diverso dal vecchio test

Prima tutto si decideva in una sola mattina. Ora vieni valutato dopo mesi di studio, lezioni ed esercitazioni.
È un percorso più lungo, più faticoso e più selettivo. Ma anche più giusto per chi lavora con metodo e continuità.

Il Semestre Filtro non premia l’improvvisazione. Premia chi conosce le regole del gioco e impara a muoversi dentro tempi stretti, punteggi severi e pressione reale.

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